Ad agosto i sentieri più fotografati diventano code ordinate di zaini colorati. Questi tre invece restano tranquilli anche nel fine settimana, e non perché siano brutti: semplicemente non hanno un parcheggio comodo davanti all’attacco.
1. Il crinale delle malghe abbandonate
Cinque ore andata e ritorno, con 700 metri di dislivello distribuiti bene. Si parte da una strada bianca che scoraggia le auto basse e si sale in un bosco di faggi finché non si esce in cresta. Da lì in poi si cammina su prato aperto, con le vecchie malghe che spuntano ogni chilometro come segnali di un tempo diverso.
2. La forra dietro il paese
Due ore scarse, quasi tutte all’ombra. È l’opzione giusta per i pomeriggi in cui il termometro non scende sotto i trenta gradi. Attenzione dopo i temporali: il fondo diventa scivoloso e alcuni passaggi su roccia richiedono le mani.
3. L’anello dei muretti a secco
Tre ore su terrazzamenti coltivati a olivo, con il lago sempre sotto di te. Il tracciato non è segnalato benissimo e in un paio di punti bisogna fidarsi della traccia GPS più che dei bolli. È anche il motivo per cui ci trovi quattro persone in tutto.
Porta più acqua di quella che pensi di bere. Su tutti e tre non c’è una fontana.
Un’ultima raccomandazione banale ma utile: parti presto. Alle sette del mattino la luce è migliore, il caldo è gestibile e i parcheggi improvvisati sono ancora liberi.




