La storia dell’edificio comincia nel novembre del 1812, quando Girolamo Ballarin, in società con Giovanni Maria Bertazzi, acquistò il Granarazzo: un imponente deposito di biade e vettovaglie, lungo e stretto, risalente al periodo della dominazione estense.
I lavori di riadattamento furono affidati a uno degli architetti più rinomati del panorama ferrarese del Settecento, Antonio Foschini, che con la sua ispirazione neoclassica distribuì l’edificio in quattro parti (ingresso, vestibolo, uditorio e scena), ricavando un ambiente di raffinata eleganza da circa quattrocento posti, con cinquanta palchi su tre ordini, dodici camerini, uno stanzone per le comparse, un vano per i macchinisti e altri locali di servizio.
Il teatro vide stagioni memorabili, soprattutto negli anni Trenta. Poi arrivò il cinematografo: nel 1948 l’edificio, diventato di proprietà privata, fu trasformato in cinema e del teatro ideato dal Foschini non restò nulla, tranne la facciata. Nel 1986, dopo un lungo periodo di vita stentata, il Ballarin chiuse i battenti e rimase inutilizzato per anni.
La rinascita
2 settembre 2007
Al termine di un ciclo di restauri, reso possibile dal contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e della Regione del Veneto, il teatro ha riaperto le sue porte ed è rinato come Teatro Comunale.
1812
l'acquisto del Granarazzo
453
posti a sedere
2007
la riapertura
Biglietteria
Dove e quando si comprano i biglietti
Alla Biblioteca Baccari
Biblioteca comunale G. Baccari, via G. B. Conti 30, 45026 Lendinara.
Mercoledì e venerdì15.00 · 18.00
Sabato9.00 · 13.00
Al teatro, nei giorni di spettacolo
La cassa del teatro apre a partire da un’ora prima dell’evento.