La moka non è uno strumento capriccioso, è solo poco tollerante. Se il caffè esce amaro, quasi sempre la causa è una di queste quattro, e nessuna riguarda la marca del caffè.
Il fuoco troppo alto
La fiamma va tenuta bassa e non deve mai lambire i fianchi della caldaia. Con il fuoco alto l’acqua sale di colpo, attraversa la polvere troppo in fretta e porta con sé i composti amari insieme a un fastidioso sapore di bruciato.
L’acqua fredda in caldaia
Partendo da acqua già calda (intorno ai 70 gradi) la moka impiega molto meno a salire e il caffè resta meno tempo a contatto con il metallo rovente. Occhio a maneggiare la caldaia, che scotta subito.
La polvere pressata
Il filtro va riempito fino al bordo e livellato con un dito, senza schiacciare. La moka lavora a una pressione bassa (poco più di un bar) e una polvere compatta la mette in difficoltà, con estrazioni disomogenee e sapore sbilanciato.
La guarnizione stanca
Una guarnizione indurita perde in silenzio: il vapore sfugge, la pressione non sale come dovrebbe e l’estrazione si allunga. Costa pochi euro e va cambiata almeno una volta l’anno se usi la moka tutti i giorni.
Ultimo consiglio, il più contestato: togli la moka dal fuoco appena senti il primo borbottio e chiudi il coperchio. Quello che esce dopo è la parte che rovina tutto il resto.




